Le persone affette da patologie neurologiche che seguono una dieta chetogenica con finalità terapeutica, hanno necessità che la chetogenesi non venga interrotta poiché sono i corpi chetonici ad apportare direttamente i benefici per la loro patologia, per chi invece, sfrutta la chetosi per dimagrire, il discorso è ben diverso e volendo, dopo almeno 6-8 settimane di alimentazione scrupolosa, così da garantire il pieno shift metabolico ad un metabolismo che utilizza grassi, diventa un premio possibile. In seguito, a seconda degli obiettivi da raggiungere, ogni 3, 4 settimane si può ripetere.

Erroneamente si attribuisce allo stato di chetosi il ruolo di protagonista del dimagrimento in realtà, il ruolo della chetosi, in un percorso dimagrante, è solo uno dei fattori in gioco, importante sopratutto per un effetto anoressizzante dato dai corpi chetonici ma, la riduzione del grasso corporeo, è influenzata principalmente dallo sbilancio calorico ovvero, dal rapporto tra energia introdotta ed energia spesa in termini di calorie, e se durante il percorso alimentare chetogenico viene programmato un pasto libero, non sarà questo la causa dell’aumento del grasso o del blocco metabolico in quanto, per verificarsi un aumento di grasso è necessario che ci sia un considerevole e costante incremento calorico.
Anche se i dati non tengono conto di tantissime variabili che influenzano l’assorbimento e lo stoccaggio del grasso, secondo lo studio di (Wishnofsky) sono necessarie circa 7000 calorie di surplus calorico per aggiungere un chilogrammo di grasso corporeo.
Con l’apporto di carboidrati, nel pasto libero, si verificherà un ripristino delle scorte di glicogeno nel fegato e nei muscoli che si legherà a molecole di acqua causando ritenzione di liquidi e un aumento di peso che può essere anche di un paio chili.
Naturalmente , essendo un finto aumento di grasso corporeo, non bisogna farsi assalire dai sensi di colpa ma semplicemente seguire comportamenti adatti a velocizzare il rientro in un regime chetogenico quali ad esempio :
- fare dell’esercizio fisico prima del pasto libero per veicolare i nutrienti principalmente nel tessuto muscolare
- dopo lo sgarro , praticare una finestra di digiuno ed incrementare l’attività fisica, così da consumare più rapidamente le scorte di glicogeno.
Per seguire una dieta dimagrante è necessario rinunciare ad alcune abitudini alimentari e a tutte le tentazioni che giornalmente ci possono mettere a dura prova ma, se pensate che un pasto libero possa permettervi un’aderenza più a lungo al piano dietetico ed evitare così la perdita di controllo e avete dubbi su quando farlo e su quanto e cosa mangiare, rivolgetevi al vostro nutrizionista di fiducia, sicuramente vi darà le corrette indicazioni per non commettere errori.