Concedersi un aperitivo con un calice di bollicine durante una serata con amici, magari alla fine di un’intensa settimana di lavoro, è un vero must, ma voi, sapete cosa scegliere per evitare di assumere troppi zuccheri?

Anche se tutti gli spumanti hanno un residuo di zuccheri, a seconda della tecnica di spumantizzazione utilizzata nella produzione, ognuno di essi contiene dosaggi diversi.
Il dosaggio di zucchero viene determinato e corretto con l’aggiunta dello sciroppo di dosaggio in uno specifico passaggio chiamato dosage. Questo sciroppo serve a correggere l’acidità del vino e a dargli il suo grado zuccherino finale.
A seconda dunque del residuo si possono classificare gli Spumanti in 7 categorie :
– Pas dosé, Brut nature, Dosage zero, Dosaggio zero, Pas operé sono diciture che ci informano che si tratta di un vino molto secco con una presenza di zucchero inferiore a 3 grammi per litro. Inoltre tale dicitura impone che il vino sia imbottigliato senza alcun dosaggio (dosage), cioè senza alcuna aggiunta di sciroppo al momento della tappatura finale, bensì solo con un rabbocco del medesimo vino. L’eventuale residuo zuccherino presente, davvero minimo e comunque, come detto, inferiore ai 3 g/l, è dovuto esclusivamente a quella frazione di zuccheri infermentescibili presenti nel mosto. Si tratta di vini importanti che rivelano tutta la potenzialità dell’uva; sono vini anche più difficili da gustare, più ricchi, più adatti agli intenditori, e ovviamente, quasi sempre, anche più costosi.
– Extra brut indica un vino molto secco con un residuo zuccherino inferiore a 6 grammi per litro, ma è permessa l’aggiunta di sciroppo di dosaggio ovviamente in misura minima per non superare la percentuale zuccherina prevista.
– Brut termine che possiamo tradurre come grezzo, ruvido, grossolano. È forse la dicitura più diffusa e si riferisce ad un vino indubbiamente secco anche se ammorbidito da una presenza zuccherina ridotta, fino a 12 grammi per litro; tra i vini secchi è indubbiamente il più facile perché più pronto e suadente. Notiamo che un brut può essere teoricamente cinque volte più dolce di un pas dosé.
– Extra dry è una dicitura molto diffusa che produce ambiguità per-hé dovrebbe sottintendere un vino estremamente secco, invece si tratta di un vino morbido, da tutto pasto, moderatamente abboccato che può piacere molto, ma può anche infastidire. Un tempo molto in uso, ha avuto una fortissima flessione, ma negli ultimi anni sta ritornando in auge non solo nelle zone, come quella di Valdobbiadene e di Conegliano, ove ha una tradizione lunghissima e consolidata, ma anche in quelle una volta patria del brut. Il titolo dello zucchero residuo può arrivare fino a 17 grammi per litro.
– Dry, Sec, Secco, Asciutto sono termini che rimandano, contrariamente al senso della parola, ad un vino che già entra nella gamma dei vini moderatamente dolci, amabili si potrebbe dire, o molto morbidi. Il residuo zuccherino può arrivare fino a 32 grammi per litro, ed è un vino che si accompagna bene a certi dessert non troppo dolci, in qualche caso a frutti di mare o foie gras, o ci rinfresca bevuto fuori pasto ad una temperatura piuttosto bassa, in un pomeriggio estivo.
– Demisec, Medium-dry, Abboccato sono invece diciture assolutamente riferite ad un vino da dessert. Il tenore di zucchero è alto, si arriva fino a 50 grammi per litro, e il vino è praticamente dolce, o comunque molto amabile, anche se è bene ricordare che l’effervescenza delle bollicine, l’acidità che di norma contraddistingue gli spumanti e la leggera vena amara dell’anidride carbonica mascherano un poco la presenza della componente dolce, rendendola meno stucchevole.
– Dolce, Doux , indica vini decisamente dolci con una presenza di zucchero residuo superiore ai 50 grammi per litro. Si tratta di vini che devono essere bevuti freddi, in accompagnamento di dolci a pasta lievitata, non troppo grassi, perché nonostante effervescenza e acidità la componente dolce è così elevata che il rischio che il tutto diventi stucchevole è piuttosto alto.
Per quanto riguarda i vini spumanti provenienti da uve aromatiche, i VSAQ e i VSAQPRD, la legge prevede che eventuali diciture del tenore di zucchero residuo possano essere sostituite dall’indicazione numerica, in grammi per litro, del tenore zuccherino.
Riepilogando:
- Brut Nature o Pas Dosé: residuo zuccherino inferiore ai 3 g/l (in questo caso è vietata l’aggiunta di sciroppo di dosaggio);
- Extra Brut: residuo zuccherino tra i 0 e i 6 g/l;
- Brut: residuo zuccherino tra i 6 e i 12 g/l;
- Extra Dry: residuo zuccherino tra i 12 e i 17 g/l;
- Dry: residuo zuccherino tra i 18 e i 32 g/l;
- Demi Sec: residuo zuccherino tra i 33 e i 50 g/l;
- Dolce: residuo zuccherino maggiore di 50 g/l.
Nella speranza che questo breve articolo vi possa aver dato uno spunto per fare una scelta più consapevole, godetevi pure due chiacchiere, tante risate e l’ebbrezza di un buon bicchiere con gli amici ma cercate di trovare sempre il giusto equilibrio tra godere di un calice di bollicine ed il suo consumo eccessivo, bere meno ma bere bene è una vera arte .
fonti: https://www.darapri.it/approfondimenti/spumante-in-funzione-del-contenuto-zucchero/
https://it.valdo.com/blogs/perlage-magazine/come-si-classificano-gli-spumanti-normative-metodo-e-dosaggio
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