Fianchi, natiche, cosce e caviglie eccessivamente grosse: il lipedema viene spesso erroneamente scambiato per sovrappeso o obesità. Questa condizione, che si manifesta quasi esclusivamente nelle donne, non ha niente a che vedere con il sovrappeso in quanto è una patologia cronica progressiva caratterizzata da un accumulo di adipe che coinvolge prevalentemente gli arti inferiori, creando una sproporzione tra la parte alta e quella bassa del corpo e provocando una forte disabilità fisica e psicologica. In questo articolo la dott.ssa Giovanna Pitotti ce ne parla trattando l’argomento da due punti di vista: uno prettamente tecnico e l’altro emotivo.
Lipedema, it’s not your fault! Il perché di questo titolo lo scopriremo più avanti. Partiamo dall’inizio cercando di fare un quadro generale di questa patologia ancora troppo sconosciuta e misconosciuta. Ho deciso di trattare l’argomento da due punti di vista, uno prettamente tecnico e l’altro emotivo, perché quando si parla di patologie si parla anche e soprattutto di persone che ne sono colpite e non solo di sistemi biologici.
Cos’è il lipedema?
Il lipedema (letteralmente: fluido nel grasso / grasso contenente fluido, da Lip = grasso ed edema = fluido) è una sindrome cronica progressiva caratterizzata da un accumulo di adipe simmetrico che coinvolge prevalentemente gli arti inferiori in una o più regioni (anche se sono sempre di più i casi di interessamento degli arti superiori e dell’addome) e crea una sproporzione tra la parte alta e quella bassa del corpo, determinando la classica forma “a pera”. Coinvolge prevalentemente il sesso femminile ed è frequentemente diagnosticato in modo errato come linfedema bilaterale o obesità.
Il lipedema è stato identificato per la prima volta nel 1940 negli USA (Mayo Clinic) e fa parte delle patologie che interessano il SAT (Subcutaneous Adipose Tissue – tessuto adiposo sottocutaneo), tra cui si annoverano anche la malattia di Dercum, la malattia di Madelung e le diverse lipomatosi.
Il tessuto adiposo
Il tessuto adiposo è il più grande organo endocrino del corpo e rappresenta un tessuto molto dinamico che secerne un’ampia varietà di mediatori biologicamente attivi, tra cui adipochine, microRNA, ossido nitrico e metaboliti.
Possiamo distinguere a livello clinico due tipi di grasso: quello fisiologico (sano) e quello patologico. Il primo è soffice alla pressione, non presenta noduli o masse palpabili e non è dolorante; il grasso “malato” o lipedematoso, invece, è caratterizzato da ipertrofia (aumento di volume) e iperplasia (aumento del numero) delle cellule adipose, fibrosi e infiammazione.
Il tessuto adiposo infiammato e fibrotico si contraddistingue per la presenza di macrofagi, fibroblasti, mastociti e isole di necrosi. I macrofagi nel tessuto adiposo producono molte citochine pro-infiammatorie che, oltre a causare la disfunzione degli adipociti, coinvolgono tutto il sistema vascolare portando a diversi problemi:
- Aumento della fragilità capillare (frequenti ematomi);
- Aumento della permeabilità capillare;
- Dilatazione dei capillari sotto il derma con conseguente accumulo di fluido interstiziale e flusso linfatico rallentato.
Cause del lipedema
Molti studiosi hanno cercato di capire cosa influenzi questo accumulo anomalo di grasso sottocutaneo, ma i risultati in merito sono lacunosi e non c’è una risposta univoca. Quello che si può affermare ad oggi è che si tratta di una patologia multifattoriale in cui concorrono diverse componenti:
- Genetica o familiare: i parenti di primo e secondo grado sembrano avere una maggiore suscettibilità a sviluppare la patologia.
- Ambientale: diversi meccanismi possono concorrere allo sviluppo o al peggioramento della condizione:
- Infiammatori: aumento dei mediatori dell’infiammazione che causano problemi al microcircolo.
- Squilibri endocrini: ruolo degli estrogeni e dei cambiamenti ormonali nelle varie fasi della vita della donna.
- Cause metaboliche: l’aumento del grasso nel lipedema è influenzato dai livelli di insulina; se sono alti, il glucosio viene convertito in grasso come succede nel diabete di tipo 2 e nell’insulino-resistenza.
Il lipedema oltre la biologia: il lato psicologico e sociale
Non è solamente un problema di estetica, di sovrappeso o ormonale. Il lipedema causa gravi problemi di salute, dolori neurologici di forte intensità, difficoltà di movimento e deambulazione e, nei casi più gravi, invalidità totale.
Purtroppo non tutti conoscono o riconoscono questa patologia e ancora oggi le pazienti devono fare i conti con carenze ed errori dal punto di vista diagnostico, cure lunghe e costose (spesso non specifiche), piani nutrizionali errati (frequentemente ipocalorici) e problemi psicologici derivati dall’errata convinzione che si tratti di semplice obesità.
La conoscenza della patologia, la diagnosi precoce e il supporto a 360 gradi di un’equipe multidisciplinare sono fondamentali per fermare o rallentare il progredire del lipedema, scongiurando l’instaurarsi dei quadri più severi a livello bariatrico, ortopedico e del microcircolo.
Il Lipedema e il “Fat bias”
Le donne affette dalle patologie del tessuto adiposo spesso vengono giudicate o "incolpate" dagli operatori sanitari, in modo implicito o esplicito. Ancora troppe persone pensano che il grasso sia esclusivamente il risultato del mangiare troppo o male. Questa credenza è radicata e culturalmente accettata a livello sociale, lasciando le donne affette da lipedema a lottare in solitudine in questa battaglia costante contro qualcosa di impossibile. Solo lo studio e la conoscenza potranno invertire questa tendenza e permettere a tutti di ricevere le giuste cure: rimbocchiamoci le maniche e rendiamoci protagonisti del cambiamento!
Per informazioni sul Lipedema consulta il sito dell’associazione Lipedema Italia Onlus.
Fonte: Dott.ssa Giovanna Pitotti