Grasso addominale e infiammazione: quando la pancia diventa un problema per la salute


Non tutta la massa grassa è uguale.


E quando il grasso tende ad accumularsi soprattutto nella zona addominale, vale la pena prestare un po' più di attenzione.

Quella che spesso chiamiamo semplicemente “pancia” non è infatti soltanto una questione estetica. Una parte del grasso che si accumula nell'addome può essere grasso viscerale, cioè il tessuto adiposo che si trova più in profondità, intorno agli organi interni.

Ed è proprio questo tipo di grasso ad essere maggiormente associato a problemi metabolici e cardiovascolari.


Grasso a mela e grasso a pera: perché la distribuzione conta


Avete mai sentito parlare di forma a mela e forma a pera?

La prima descrive una maggiore concentrazione del grasso nella parte centrale del corpo, soprattutto addome e tronco. È una distribuzione più frequente negli uomini, ma può diventare comune anche nelle donne, soprattutto con l'avanzare dell'età e dopo la menopausa.

La forma a pera, invece, identifica una maggiore distribuzione del grasso a livello di fianchi, glutei e cosce.

La differenza non è soltanto estetica.


Il grasso sottocutaneo, quello che possiamo afferrare con le mani, e il grasso viscerale hanno caratteristiche metaboliche differenti. Il tessuto adiposo viscerale è metabolicamente molto attivo e, quando è presente in eccesso, è associato a una maggiore probabilità di insulino-resistenza, alterazioni dei lipidi nel sangue, ipertensione e altre condizioni che aumentano il rischio cardiometabolico.

Per questo la semplice bilancia non racconta tutta la storia.

 

 

La circonferenza della vita può dirci qualcosa in più

Un parametro semplice e facilmente misurabile è proprio la circonferenza della vita.
Non serve trasformare il centimetro in un'ossessione, ma tenerla sotto controllo può essere utile per seguire nel tempo l'andamento dell'adiposità addominale.
E soprattutto, è importante ricordare che peso e distribuzione del grasso sono due cose diverse.
Due persone dello stesso peso possono avere una composizione corporea e una distribuzione del grasso completamente differenti.
Per questo, quando si parla di salute metabolica, non dovremmo guardare soltanto il numero sulla bilancia, ma anche dove si accumula il grasso e come cambia nel tempo.


Perché il grasso viscerale è collegato all'infiammazione?

 

Il tessuto adiposo non è semplicemente un deposito passivo di energia.

È un vero e proprio tessuto metabolicamente attivo, capace di produrre e rilasciare numerose sostanze che influenzano il metabolismo e la risposta infiammatoria.

Quando il tessuto adiposo viscerale aumenta e diventa disfunzionale, può contribuire a creare un ambiente caratterizzato da infiammazione cronica di basso grado, insulino-resistenza e alterazioni metaboliche.

Questo non significa che “avere la pancia provoca automaticamente una malattia”, né che ogni persona con grasso addominale sia malata, significa però che un eccesso di adiposità viscerale rappresenta un importante campanello d'allarme metabolico.

Ed è proprio per questo che perdere grasso addominale non dovrebbe essere visto soltanto come un obiettivo estetico.


Meno grasso viscerale, più salute metabolica

 

La buona notizia è che il grasso viscerale è metabolicamente modificabile.

Quando si perde peso in presenza di sovrappeso o obesità, si riduce generalmente anche la quantità di grasso viscerale e questo può accompagnarsi a miglioramenti della sensibilità insulinica, della pressione arteriosa, dei trigliceridi e di altri parametri metabolici.

Ed è qui che possiamo parlare anche di VLCKD, cioè di Very Low Calorie Ketogenic Diet.


VLCKD: cosa può fare per il grasso addominale?

 

La VLCKD non è semplicemente una “dieta chetogenica più severa”.
È un protocollo nutrizionale molto ipocalorico e a bassissimo contenuto di carboidrati, utilizzato in ambito clinico soprattutto nella gestione dell'obesità e di alcune condizioni metaboliche.

La sua efficacia non dovrebbe essere attribuita magicamente alla chetosi.
Il punto fondamentale rimane la riduzione dell'apporto energetico, accompagnata dalla forte riduzione dei carboidrati e da una adeguata quantità di proteine, all'interno di un percorso strutturato.

La chetosi può contribuire al percorso attraverso una maggiore sazietà e una riduzione della fame in molte persone, rendendo più facile mantenere il deficit energetico.

Gli studi sulla VLCKD hanno documentato importanti riduzioni del peso corporeo e della circonferenza della vita, insieme a miglioramenti di diversi parametri metabolici, tra cui glicemia/HbA1c, trigliceridi e pressione arteriosa e le evidenze più recenti sulle diete a ridotto contenuto di carboidrati sono interessanti anche per quanto riguarda grasso viscerale e grasso epatico, che possono ridursi in modo significativo durante gli interventi dietetici finalizzati alla perdita di peso.


Ma attenzione: VLCKD non significa “fai da te”

 

Questo è un punto fondamentale.
Una VLCKD è un intervento nutrizionale terapeutico, non una semplice dieta alla moda da seguire autonomamente per mesi.
Proprio perché è molto ipocalorica e restrittiva, deve essere impostata e monitorata da professionisti competenti, soprattutto quando sono presenti obesità importante, diabete, terapie farmacologiche o altre condizioni cliniche e non va confusa con una normale alimentazione chetogenica o low carb.
La vera sfida non è soltanto perdere la pancia

Perdere peso è importante, ma lo è altrettanto mantenere nel tempo il risultato ottenuto.

Per questo il percorso non dovrebbe fermarsi alla fase di dimagrimento.

Una volta ridotto il peso e migliorata la composizione corporea, diventa fondamentale costruire un'alimentazione sostenibile, nutrizionalmente adeguata e compatibile con il proprio stile di vita e naturalmente non esiste una sola strategia valida per tutti.

Alimentazione, movimento, sonno, gestione dello stress e abitudini quotidiane contribuiscono insieme alla salute metabolica.


La pancia non è soltanto una questione estetica

 

Guardarsi allo specchio e desiderare una pancia più piatta è assolutamente comprensibile ma forse dovremmo imparare a guardare la nostra circonferenza della vita con un occhio diverso non soltanto per entrare meglio nei jeans, ma per prenderci cura della nostra salute.

Ridurre un eccesso di grasso viscerale significa intervenire su uno dei fattori che contribuiscono al rischio cardiometabolico e questo vale molto più di qualche centimetro in meno davanti allo specchio.


In sintesi

☑️Il grasso viscerale è diverso dal grasso sottocutaneo.


☑️ Un eccesso di grasso addominale è associato a un maggiore rischio metabolico e cardiovascolare.


☑️ Il tessuto adiposo viscerale può contribuire allo stato di infiammazione cronica di basso grado.


☑️ La perdita di peso può ridurre anche il grasso viscerale.


☑️ Una VLCKD, quando indicata e correttamente supervisionata, può favorire una significativa perdita di peso e una riduzione della circonferenza della vita, con miglioramenti di diversi parametri metabolici.


☑️ La chetosi, da sola, non è una scorciatoia per dimagrire: il risultato dipende soprattutto dal bilancio energetico e dalla qualità e struttura del percorso alimentare.

La pancia, quindi, non dovrebbe essere soltanto una questione di estetica.
È anche un piccolo segnale che il nostro corpo ci manda. Imparare ad ascoltarlo può essere il primo passo per prenderci cura della nostra salute.


 

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