Le vacanze sono finite,
la valigia è stata disfatta, la sveglia è tornata a suonare presto e ricomincia la solita routine.......


Per molti il rientro al lavoro porta con sé un po' di stanchezza, qualche pensiero malinconico per le giornate appena trascorse e, soprattutto, quella sensazione di dover tornare immediatamente "in riga".
Poi arriva il momento della bilancia.
E magari quei numeri sono un po' più alti di prima delle vacanze.
Un paio di chili in più.
La prima reazione spesso è: "Ho rovinato tutto."
Ma non è così.


Prima di tutto, qualche giorno di alimentazione diversa dal solito non cancella il percorso fatto nei mesi precedenti. E poi è importante ricordare che l'aumento di peso dopo un periodo ricco di pane, pasta, dolci, gelati, aperitivi e cene fuori non corrisponde necessariamente, per intero, a un aumento di massa grassa.
Quando aumentano i carboidrati aumenta anche il glicogeno, che viene immagazzinato insieme all'acqua e a questo si possono aggiungere maggiore ritenzione idrica, pasti più abbondanti e una maggiore quantità di cibo ancora presente nell'intestino.


Quindi niente panico e, soprattutto, niente punizioni.

La soluzione non è smettere di mangiare, saltare i pasti o cercare di "compensare" le vacanze con una settimana di digiuno.
La soluzione è semplicemente ripartire.


Cosa fare se durante le vacanze avete seguito, almeno in parte, il programma ?

Se avete cercato di mantenere le vostre abitudini, magari concedendovi qualche gelato, una cena fuori o qualche alimento che normalmente non consumate, probabilmente non avete affatto perso il controllo.
In questo caso non serve fare nulla di drastico.
Tornate semplicemente alla vostra normale organizzazione alimentare: pasti regolari, adeguato apporto proteico, verdure, grassi nelle quantità previste dal  vostro programma e una corretta idratazione.
Il corpo ritroverà gradualmente il suo equilibrio.
Non dovete "espiare" quello che avete mangiato in vacanza.
Dovete semplicemente tornare alle vostre abitudini.


E se invece in vacanza  avete completamente mollato?

Può succedere.
Le vacanze sono anche convivialità, cene con gli amici, aperitivi, gelati sulla spiaggia e colazioni più abbondanti e se per qualche settimana avete completamente abbandonato il programma, non significa che abbiate fallito.
Significa semplicemente che avete fatto una pausa.
E adesso è arrivato il momento di ricominciare.
La cosa più importante è non aspettare il "momento giusto".
Non lunedì prossimo.
Non dal primo del mese.
Dal prossimo pasto.


Riprendere una dieta chetogenica significa tornare a una struttura alimentare precisa, riducendo nuovamente i carboidrati e privilegiando gli alimenti previsti dal proprio programma.
Nei primi giorni può essere utile prestare particolare attenzione all'idratazione e all'apporto di elettroliti, perché la riduzione dei carboidrati comporta anche una maggiore perdita di acqua e sodio. In presenza di condizioni mediche o terapie farmacologiche, invece, è importante seguire le indicazioni del proprio medico o professionista di riferimento.


La chetogenica non è una punizione: può aiutarvi a ritrovare il controllo

Uno degli aspetti che molte persone apprezzano maggiormente quando tornano a una dieta chetogenica ben formulata è la sensazione di maggiore controllo sulla fame.
La forte riduzione dei carboidrati porta generalmente a una minore stimolazione insulinica e, insieme a un adeguato apporto di proteine e grassi, può favorire una maggiore sazietà.
Per alcune persone questo significa smettere di pensare continuamente al prossimo spuntino.
Non avere più quella sensazione di dover mangiare qualcosa ogni due ore.
E soprattutto riuscire a distinguere meglio la fame vera dalla voglia di mangiare.
Questo può essere particolarmente importante dopo le vacanze, quando ci siamo abituati per giorni a collegare il cibo al piacere, alla compagnia, alla pausa e alla gratificazione.


Più stabilità, meno "nebbia"

Un altro aspetto che molte persone riferiscono quando tornano a un'alimentazione chetogenica è una maggiore stabilità dell'energia durante la giornata.
Niente dovrebbe essere presentato come una magia: la risposta è individuale e nei primi giorni della ripresa può esserci anche un periodo di adattamento.
Ma quando l'organismo si adatta nuovamente all'utilizzo dei grassi e dei corpi chetonici come fonte energetica, alcune persone riferiscono di sentirsi più energiche e mentalmente più stabili, con una riduzione di quella sensazione di stanchezza o "nebbia" che può accompagnare un'alimentazione molto ricca di zuccheri e pasti irregolari e questo può essere un aiuto importante anche dal punto di vista comportamentale.
Quando ci sentiamo più stabili e sazi è più facile prendere decisioni alimentari consapevoli.

E la fame emotiva?

Questa è forse la parte più importante.
Dopo le vacanze non dobbiamo soltanto rimettere in ordine il frigorifero.
Dobbiamo rimettere ordine anche nelle nostre abitudini.
Se durante le ferie abbiamo imparato ad associare il gelato alla passeggiata serale, l'aperitivo al relax, il dolce alla fine della cena o lo spuntino alla noia della giornata, il ritorno alla routine può far emergere nuovamente il desiderio di quei piccoli "premi".
E qui dobbiamo imparare a distinguere:

"Ho fame?"
oppure
"Ho voglia di quella sensazione che quel cibo mi dava?"

La dieta può aiutarci sul piano metabolico, ma il comportamento alimentare richiede anche consapevolezza.
Quando arriva una voglia improvvisa, fermarsi qualche minuto, bere un bicchiere d'acqua, cambiare ambiente, fare una breve passeggiata o semplicemente aspettare può essere sufficiente per capire se si tratta davvero di fame.
Non dovete tornare perfetti. Dovete tornare alle vostre abitudini.
Questo dovrebbe essere il vero obiettivo del rientro.
Non recuperare in una settimana tutto quello che pensiamo di aver "rovinato".
Non punirci per aver mangiato qualche gelato in più.
Non vivere il ritorno alla dieta come una condanna.

Dobbiamo semplicemente riprendere da dove avevamo lasciato.

La vacanza è stata una parentesi.
La nostra alimentazione quotidiana è il percorso.
E se durante queste settimane abbiamo mangiato diversamente, non abbiamo cancellato il percorso fatto: abbiamo semplicemente fatto una deviazione.
Adesso possiamo tornare sulla strada.
Con calma, senza sensi di colpa e senza estremismi.
Perché una buona alimentazione non deve essere perfetta per tutta la vita.
Deve essere soprattutto sostenibile abbastanza da poterci tornare ogni volta che ne abbiamo bisogno.

 

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