Le molecole di ATP sono le monete di scambio dell’energia degli organismi
Un’altra via metabolica che perde colpi con l’avanzare dell’età è quella di mTOR, una proteina che percepisce i livelli di aminoacidi, cioè i mattoncini che compongono le proteine, e regola la crescita delle cellule (il nome mTOR sta per mammalian Target Of Rapamycin, cioè Bersaglio della rapamicina nei mammiferi).
Poi c’è la via metabolica di AMPK, un altro enzima che percepisce sia i nutrienti sia le molecole energetiche. L’attivazione di AMPK porta a un riequilibrio metabolico (caratterizzato da una inibizione di processi anabolici e da una stimolazione di processi catabolici). La regolazione coordinata di questi processi, a cui dà il via l’aumento di AMP, favorisce dunque sistemi di mantenimento, di riciclo di molecole danneggiate (un processo chiamato “proteostasi”) e di riparazione dei danni, aumentando la resistenza agli stress e promuovendo la sopravvivenza cellulare.
Ultimo, ma non per importanza, il sistema metabolico delle sirtuine, le “proteine della longevità” che percepiscono i livelli energetici e intervengono per garantire la sopravvivenza della cellula in caso di forti stress, come la mancanza di nutrienti o l’abbassamento delle temperature.
Perché se mangi meno vivi di più
Il calo del rendimento di queste vie metaboliche è un fenomeno fisiologico del tutto normale, ma gli scienziati si sono accorti che la presenza di mutazioni genetiche – in particolare quelle che riguardano l’IGF-1 (Insulin-like Growth Factor-1) – possono cambiare di molto le cose, con un effetto anche sull’aumento della durata della vita e sulla riduzione del rischio di malattie tipiche dell’età.
L’effetto delle mutazioni che attenuano gli squilibri metabolici tipici dell’invecchiamento può essere simulato con la restrizione calorica